venerdì 18 novembre 2016

Completamente

Magic Real Story

Un vestito a fiori, leggero come questo soffio di vento che lo gonfia e lo tira su
Scoprendoti le gambe, morbide e bianche bianchissime
Il sorriso ampio e gli occhi chiusi, accecati dal sole 
I capelli al vento, sottili
Il profumo di arance.
Ti ricorderò sempre così, amica mia
Luminosa
Nel giorno più alto dei tuoi 28 anni.

mercoledì 20 aprile 2016

Smells like teen spirit, or maybe not



Palisades beach road, Santa Monica

E' questa casa che puzza di marcio, puzza di legno bagnato, di alghe e di oceano. E' un odore così acido e pungente e forte che si attacca a tutte le singole minuscole fibre dei vestiti e dei capelli, insistente.
Ho smesso di farci caso ormai, me lo porto addosso sapendo che c'è. 

Però ogni mattina, appena si fa chiaro, tra le 5 e le 6 o forse le 7, mi affaccio alla tua finestra e c'è il mare.
Acqua su acqua, verde blu e bianco.
E c'è la spiaggia lunghissima e umida.
Mi stringo nel mio pigiama marcio e penso che questa è una cosa che non mi ricapiterà più. 

Poi faccio colazione, mi faccio una doccia, mi verso un litro di profumo addosso e mi rivesto di altri vestiti che sanno di cozze e di melma, felice.


domenica 27 marzo 2016

March / West Coast



'Don't follow me, call me'


Dondola il fascino di questo momento

Si ferma, s'incanta, riprende

sottovoce si spettina 
recupera vecchie nostalgiche notti 

e disegna l'esile tratto veloce tra sabbia e acqua

che cambia onda su onda
eppure continua a sfumare 
e un'altra volta ancora
affoga.



sabato 2 gennaio 2016

No title / girl screaming


(December, a desert of waves)



Onde lunghe acqua e schiuma
oggi che non c'è vento e non ci sono rumori, 
solo onde acqua e schiuma su questa spiaggia fredda, lenta lentissima.

Orme come i passi che non abbiamo fatto e non faremo più 
e mezzo mondo di distanza che è sempre, e ancora, troppo troppo breve per accettare di potercelo dire senza tremare.
Quante volte hai dovuto gridare forte anche per me? 

giovedì 6 agosto 2015

[my dear shadows]


a light here required a shadow there



Mi arrendo all'immobilismo di questo momento che passa
angolo per angolo mi piego
mi faccio piccola
così piccola che non sento rumori
la luce di questo momento è l'unica perfezione che resta
non c'è altro che questo
tutto è cielo e tutto il cielo è Alba.




domenica 4 gennaio 2015

uno due tre - respira


(Something good)


Breathe - breathe in the air
don't be afraid to care
leave but don't leave me
il cielo scorre a pezzi densi
si copre e si scopre 
si copre e si scopre
e questa rovina vorrei passarla sotto l'acqua. molto a fondo.
ferma ferma senza muovere un centimetro di muscolo.
smettere di respirare
tutto il tempo necessario 
per risalire in superficie solo se è davvero tutto finito.



venerdì 11 luglio 2014

Something to see


hand-in-hand

fa un caldo che mi perfora la testa, questo vino bianco a dare la botta finale, sotto al sole io e te a bere e mangiare pasta e zucchine e gamberetti.
c'è un sole bello, mai bello quanto te. 
un pensiero banale e straordinariamente vero.
Berlino, Amsterdam, Anversa, Bruxelles, Barcellona.
tutte d'un fiato senza atterrare mai e dormire mai e mangiare mai e pensare mai.
è la prima volta dopo settimane e mesi che sento di essermi fermata un minuto e sono felice di averti davanti proprio in questo momento.
un pensiero banale e ancora così straordinariamente vero che mi fermo a fissarti. 
Ah home, let me go home
home is wherever I'm with you
riempio il mio bicchiere fino all'orlo e poi il tuo e poi bevo e basta.
brindare a qualcosa in particolare non è necessario, dirti qualcosa in particolare neanche, ma solo adesso sono tornata a casa. 
mi fermo a fissarti amore
Like it's only you and me
geeze! you're something to see!




domenica 15 dicembre 2013

Skinny time


Berlino, ascolta come mi batte forte il tuo cuore

Sorvoliamo la Svizzera con la testa livida di sonno, ancora un'ora e 5 minuti all'atterraggio, siamo in perfetto orario. 
a terra ci aspettano -2 gradi e manchi solo tu.
ho sonno ma ho smesso di provare ad addormentarmi quasi da subito.
se dormi 4 ore a notte o zero ore non cambia un cazzo, tanto poi sei morto distrutto lo stesso. e allora ho deciso che stanotte non dormo proprio, tanto sono morta distrutta da un pezzetto.
mi metto a pensare che la prima cosa che voglio fare non appena usciamo dall'aereoporto è mangiare delle uova strapazzate riempite di pepe e allora penso che ti penserò profondissimamente.
a quella volta che abbiamo fatto colazione con 3 uova a testa ricoperte rivestite di pepe, a quanto mi avevi fatto ridere con quella storia del numero sbagliato della tua stanza d'albergo.
le mangiavamo con le lacrime agli occhi e se penso a quanto eravamo stanchi in quel momento mi sembra un mezzo miracolo l'essere riusciti a ridere così forte.
non riesco a dormire perchè ti penso, e penso che vorrei tu fossi qui. 

atterriamo, ritiriamo le valigie, ci congeliamo il culo ibernati a -2 gradi e giuro ti offro 3 uova strapazzate sciolte nel pepe.
se solo tu mi racconti una delle tue storie.


venerdì 25 ottobre 2013

the answer / my friend / is blowin'in the wind



I'm going to occupy YOUR world

Sotto il cielo grigio e ampio di Berlino, decidiamo di metterci a camminare. Siamo così stanchi e fa così freddo che più che camminare ci trasciniamo ognuno sulle sue due ginocchia.

Today i feel i feel so young so young and so lost
Se proprio vogliamo trovare della bellezza in questa città credo sia nel suo essere così distrutta e fredda da sentirsela bruciare addosso.
così spessa e pesante.
Vorrei dirtelo ma ho faccia e bocca congelate da questo freddo che fa.
Se fosse un oggetto sarebbe un gigantesco palazzo popolare illuminato ogni notte da fasci di luci colorate e fluorescenti come durante il Festival delle Luci, ogni notte.
Se fosse una sensazione sarebbe un brivido lungo, quasi piacevole.
Se fosse una notte sarebbe stanotte.
Camminiamo lenti uno accanto all'altro, senza parlare, camminiamo e basta.
Se fosse una notte sarebbe stanotte.
Vorrei dirtelo ma ho occhi e naso e dita e bocca congelati dal freddo che fa.
Everybody wants a flame but they don't want to get burnt
Inizia a piovere prima piano poi sempre più forte, non ho la forza di mettermi a correre e neanche di cercare semplicemente l'ombrello in borsa.
Continuiamo a camminare e basta. Senza bisogno di specificare, continuando piuttosto a non andare da nessuna parte, insieme

domenica 8 settembre 2013

But I would walk 500 miles & I would walk 500 more /to be the man who walked 1000 miles /to fall down at your door



L'aereo decolla plana atterra, potrebbe anche ribaltarsi su se stesso per quanto mi riguarda perchè ora come ora non lo sentirei.
Perchè ora come ora non sento niente, la mia pelle è centimetri di plastica che sfiora altra plastica, per caso, per necessità.
Ma se ora come ora chiudessi gli occhi e decidessi di immaginare qualcosa di credibile guarderei questo aereo ribaltarsi, non più di tre/cinque secondi dico, ma a testa in giù, con i vetri spaccati e le mani sulle orecchie, le hostess che inciampano e finiscono a terra, gli chignon smontati e qualcuno che grida.
Tre/cinque secondi soltanto e ognuno torna al proprio posto, il tempo di riaprire gli occhi, di sentire la pressione e il ritmo perfetto del mio cuore che accelera e accelera e regge il colpo.


domenica 10 febbraio 2013

ogni maledetta domenica!

prima scoperta della giornata:
i miei nuovi vicini di casa adorano il jazz la domenica mattina, dalle 9 in poi, senza sosta
seconda scoperta della giornata:
non è così uno schifo essere svegliata così, anche se è domenica mattina, anche se è il mio ultimo giorno di ferie e suona a cannone del jazz, da almeno due ore, senza sosta
ma a queso punto vale la pena alzarsi, dalla finestra entra un sole tiepido e un cielo azzurro chiaro, e ho una certa fame.
mi alzo, vado in cucina e per colazione la scelta si divide tra jogurt magro, una spremuta d'arancia, dell'altra frutta varia o del latte e cereali.
a questo punto vale la pena infilarsi un paio di scarpe a caso, il cappotto e scendere senza neanche guardarsi allo specchio alla ricerca di qualcosa di meglio. entro al bar, quello sotto casa, chiedo un cappuccino molto schiumato e una zuccheratissima bomba alla crema. mi siedo al tavolino più vicino. mi sbottono il cappotto lasciando spazio al verde pistacchio e i ricamini del pigiama di pail, e inizio in silenzio a mangiare, soddisfatta di avere a che fare con una colazione vera.
ed è in questo preciso momento, con la bomba alla crema in bocca, i capelli sfatti, la faccia presa a schiaffi dal sonno, il cappotto sbottonato sul pigiama ricamato..
è in questo preciso momento che nel bar, quello sotto casa, entra lei.
una mia ex compagna di classe delle elementari che non vedo da 10 anni almeno. più bella che mai, sorridente, che mi saluta entusiasta dicendomi: "ciao Chiara! ma come stai? ti trovo splendida!"
e io, splendida, con lo zucchero della bomba alla crema sul naso, non posso che ricambiare il complimento con il mio miglior sorriso.




 Buona domenica, ogni maledetta domenica.

domenica 2 dicembre 2012

t'immagini se fosse sempre domenica?


"..non mi voglio sposare, voglio divorziare e basta."

Un fine settimana fatto di film in lingua originale (e sottotitoli in lingua comprensibile).
1- Love and Death con un Woody Allen abbastanza giovane, abbastanza divertente e già completamente pedofilo
2- The Royal Tenenbaum, incredibilmente bello tutto
3- Big Wednesday, splendido e senza tempo
Un fine settimana di esercizi scoordinati in palestra ed esercizi scoordinati in piscina con gli occhialetti appannati e la cuffia di plastica stretta stritolata sulle tempie, e di vecchi libri lasciati a metà che forse meritano gli venga concessa un'altra occasione.
E Larsson una seconda possibilità se la merita sempre, qualcosa del tipo "..c'erano, in mare aperto, dei tramonti che erano belli da far male. erano quei tramonti in cui il mare era totalmente deserto, il sole incandescente rimaneva sospeso come una stella gigante rossa sull'orizzonte, tingendo di sangue il cielo intorno, mentre a est, dove i raggi ormai bassi non riuscivano ad arrivare, quello stesso cielo virava gradualmente al nero, il mare non era che un'unica distesa liscia come olio e il potente pulsare dell'oceano cullava dolcemente la nave. erano quei tramonti in cui si poteva credere che il mondo si fosse riconciliato con se stesso, che la bellezza e la bontà fossero diventate ovunque una cosa sola."
Libri effettivamente troppo intensi per essere digeriti in un unico boccone.
Un fine settimana fatto di colazioni lasciate a metà per sprofondare di nuovo a dormire, e poi riprese a ora di pranzo, senza criterio né bisogno.
Camere in affitto che puzzano di vecchio e di passata al pomodoro e camere d'affitto che hanno il sapore di "casa" e ti mettono in moto il cervello alla ricerca frenetica del mobile giusto da mettere a destra, del letto giusto da piazzare al centro, della lampada giusta, della libreria del giusto colore di legno, delle tende, e della lavagna e dei gessetti da appendere al muro per non dimenticarsi di scrivere, e del nome da dare ai pesci rossi e di quello da dare al gatto che se li mangerà uno per uno.
Un fine settimana di niente, lento come un'attesa lenta, e dolce, come tutte le cose che hanno uno scopo.
E l'unico vero obiettivo è quello di circondarsi di buono da fare e da vedere, riposare le gambe, la schiena, gli occhi, fargli prendere tempo, perché il lunedì arriva puntuale tutti i lunedì e bisogna essere accuratamente vestiti e pettinati per l'occasione.


domenica 22 luglio 2012

Honolulu aspettami che arrivo

baffi che hanno sempre ragione

La sveglia suona alle 6.03 e non la sento minimamente. mi sveglia mia sorella alle 6.20 mentre cerca maldestramente di rubarmi un mio paio di jeans piegati sulla mia scrivania.
che fai?
le urlo con una voce da oltretomba.
niente!
e si allontana dalla refurtiva a testa bassa.
mi alzo e metto su il caffè.
torno in camera.
silvia! dov'è la mia maglietta a righe?
silvia torna in camera, alza il cuscino del suo letto, mi sorride e me la dà:
eccola!
la guardo stringendo gli occhi più che posso, fingendo tutto il disprezzo che di fatto una sorella non proverà comunque mai per sua sorella, soprattutto a causa di una maglietta a righe.
lei capisce la finta e mi sorride di nuovo.
torno in cucina con la maglietta in mano, il caffè ha avuto il tempo di uscire, sporcare i fornelli e acquistare quel sapore pungente di bruciato che contraddistingue il 95% dei caffè che faccio.
lo bevo mischiato a tre cucchiaini di zucchero e mezzo litro di latte freddo ed è quasi buono!
mi butto sotto la doccia bollente, che dopo 7 secondi diventa gelata e dopo altri 7 secondi diventa bollente e dopo altri 7 secondi mi fa decidere di uscire dalla doccia con una gamba e una spalla ancora completamente  insaponate.
apro l'armadio, maglietta bianca jeans e ballerine.
questa mattina ho bisogno di certezze.
mi lavo i denti, mi trucco, mi metto il profumo e chiamo l'ascensore.
mia nonna mi ferma sulla porta di casa dicendomi di avermi preparato il pranzo, la ringrazio, lo prendo e scappo di casa più in fretta che posso.
in macchina, ferma nel traffico di ogni santa mattina che si rispetti, fingo di interessarmi all'oroscopo e di dimenticare la tipa dietro di me che suona spazientita il clacson ogni 2 secondi e mezzo non capendo che l'unico modo per eliminare questi 37 chilometri di fila non è un clacson, ma un miracolo divino.
arrivo in ufficio in anticipo, senza l'aiuto di un miracolo divino ma con un cerchio alla testa lungo quanto tutta la mia macchina. chiamo un'amica per darle il buongiorno e per sforzarmi di iniziare tutto da qui e non dare importanza alla testa che pulsa, e mi riesce quasi bene!
quando poi, all'ora di pranzo, scoperchio il magico porta pranzo di mia nonna e sgrano gli occhi!
tre dita di olio e immersa nell'olio la parmigiana della sera prima, sudata e sorridente, e fanno 47 gradi all'ombra e mi guardo intorno e le mie colleghe condiscono l'insalatina e i pomodorini tagliati fini con la mozzarella a cubetti. e la frutta, la frutta fresca.
ma non ho alternativa, non ho assolutamente scelta, prendo la prima fetta di melanzana, la strizzo per bene tra forchetta e coltello e inizio a mangiare.


sabato 16 giugno 2012

si torna in scena


Una tarda mattinata su un telo bianco con il sorriso di Minnie stampato sopra, sotto al cielo, te che mi dormi accanto mentre milioni di minuscoli moscerini si divertono a farmi impazzire e le nuvole fanno largo al sole che ci si rovescia addosso incontenibile.
È tornata in scena l'estate e non sarei mai riuscita a immaginare niente di più bello.

giovedì 31 maggio 2012

gravity always wins

I could blow through the celling if I just turned and run

e mi ritrovo a mandare indietro Fake plastic trees un venticinque/trenta volte da tutto il pomeriggio, rimanendo stupita tutte e venticinque/trenta le volte dalla stessa frase,  anche abbastanza banale: but gravity always wins. come se oggi avesse un'importanza vitale sviscerarne il significato. but gravity always wins. come se non fosse poi solo questione di colori, di atteggiamento, di pelle. come se tutto fosse davvero una questione di gravità, che ci appiccica l'uno all'altro, magneti al frigorifero bianco della cucina, appesi all'aria ma immobili. e per quanto semplicissimo e banale, continuo a tornare indietro e risentirmelo dire, e convincermi, rassegnarmi. but gravity always wins. almeno per oggi