mercoledì 16 novembre 2011

casa lavoro lavoro casa

(Gosselin)

martedì 15 novembre ore 7.50, 90 Express direzione Termini
siamo ammucchiati stritolati l'uno sull'altra, non si respira. sto così appiccicata al tipo appiccicato a me che ascolto chiaramente ogni canzone che passa il suo Ipod. Purtroppo l'acid techno di prima mattina mi fa risalire la colazione in gola quindi passo il tempo a sforzarmi di pensare a tutto ciò che non riguardi latte e caffè e non sia la sua odiosissima playlist. ore 9.04 sono a Termini miracolo del cielo. saluto il tipo accanto a me con un mezzo sorriso augurandomi tra me e me di non incontrarlo mai più in vita mia. scendo le scale mobili velocità -1 data la calca di gente che mi circonda e mi mastica le scarpe, arrivo alla metro B che sono le 9.22 miracolo del cielo. mi passa davanti agli occhi la prima metro, intorno a me ci saranno 400 persone. tempo di attesa: 3 minuti. arriva la seconda carrozza, qualcuno scende qualcuno sale, non riesco neanche a avvicinarmi alle porte. tempo d'attesa: 3 minuti sono le 9.27 e siamo ancora 400, forse pure di più. terza metro qualcuno scende qualcuno sale, mi avvicino alle porte ma non ci provo neanche a entrare, è piena e impossibile. quarta metro, le 9.32. tempo d'attesa 3 minuti. sono all'estremità della banchina sopra la linea gialla quella da non oltrepassare mai e mai. questa volta ce la faccio miracolo del cielo! entro nel vagone già carico di gente scarica e stanca, c'è una vecchina minuscola davanti a me, i capelli così cotonati che mi arrivano dentro le narici. provo a girarmi, non posso muovermi neanche di un millimetro. provo almeno a girare la testa: a destra un uomo alto un grattacielo, a sinistra un vecchio con gli occhi da diavolo. sono le 9.38 mi mancano ancora 6 fermate di metro e 4 di 49 per arrivare in ufficio e forse è meglio rimanere dove sto, incastrata, guardando avanti a occhi chiusi con quest'odore appiccicaticcio che ha la lacca della vecchia appiccicato ai capelli, appiccicati al mio naso.

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