casa lavoro lavoro casa

(Gosselin)

martedì 15 novembre ore 7.50, 90 Express direzione Termini
siamo ammucchiati stritolati l'uno sull'altra, non si respira. sto così appiccicata al tipo appiccicato a me che ascolto chiaramente ogni canzone che passa il suo Ipod. Purtroppo l'acid techno di prima mattina mi fa risalire la colazione in gola quindi passo il tempo a sforzarmi di pensare a tutto ciò che non riguardi latte e caffè e non sia la sua odiosissima playlist. ore 9.04 sono a Termini miracolo del cielo. saluto il tipo accanto a me con un mezzo sorriso augurandomi tra me e me di non incontrarlo mai più in vita mia. scendo le scale mobili velocità -1 data la calca di gente che mi circonda e mi mastica le scarpe, arrivo alla metro B che sono le 9.22 miracolo del cielo. mi passa davanti agli occhi la prima metro, intorno a me ci saranno 400 persone. tempo di attesa: 3 minuti. arriva la seconda carrozza, qualcuno scende qualcuno sale, non riesco neanche a avvicinarmi alle porte. tempo d'attesa: 3 minuti sono le 9.27 e siamo ancora 400, forse pure di più. terza metro qualcuno scende qualcuno sale, mi avvicino alle porte ma non ci provo neanche a entrare, è piena e impossibile. quarta metro, le 9.32. tempo d'attesa 3 minuti. sono all'estremità della banchina sopra la linea gialla quella da non oltrepassare mai e mai. questa volta ce la faccio miracolo del cielo! entro nel vagone già carico di gente scarica e stanca, c'è una vecchina minuscola davanti a me, i capelli così cotonati che mi arrivano dentro le narici. provo a girarmi, non posso muovermi neanche di un millimetro. provo almeno a girare la testa: a destra un uomo alto un grattacielo, a sinistra un vecchio con gli occhi da diavolo. sono le 9.38 mi mancano ancora 6 fermate di metro e 4 di 49 per arrivare in ufficio e forse è meglio rimanere dove sto, incastrata, guardando avanti a occhi chiusi con quest'odore appiccicaticcio che ha la lacca della vecchia appiccicato ai capelli, appiccicati al mio naso.

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