venerdì 18 novembre 2011

camera con vista sole

foto fogliettini post-it e occhiali da vecchia bibliotecaria triste

la giacca di finta pelle scricchiola ogni movimento che faccio. sono in macchina di fronte al passo carrabile di un palazzo rinascimentale di tre piani in via Brescia al civico 56. ti aspetto. i balconcini pieni pieni di piante e un'intera facciata ricoperta di edera. guardo l'orologio, prima di mezz'ora non arriverai e per riempire il tempo vorrei tanto citofonare l'unico citofono del palazzo bellissimo:
Voglio vivere qui per un annetto/due.
direi con voce serissima alla telecamera accesa del citofono
In mezza giornata potrei tranquillamente riuscire a trasferire le poche cose che ho: libri sottolineati a penna, vestiti, scarpe, due quadri di fotografie, il portatile, una lampada ikea e due poltroncine ecologiche ricavate dagli scarti della stoffa utilizzata per fare le solette delle scarpe. fighissime.
direi con voce serissima sorridendo poi a fine frase
Mi faccio bastare due metri due di stanza con un pezzo di muro dove poter appendere i pensieri che mi vengono in mente. ho una sola richiesta per quei due metri due di stanza: che siano vista sole.
a questo punto mi risponderebbe la voce squillante di un domestico appena assunto che non sapendo bene cosa rispondermi, preso così alla sprovvista, mi aprirebbe il portone e mi farebbe salire.
e mentre salgo piano l'enorme scalinata in marmo bianco mi bussi dal finestrino della macchina chiusa. Mi sorridi, apro la portiera, ti faccio entrare, mi baci la guancia, accendo il motore e andiamo via.

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