sabato 3 dicembre 2011

neanche in prima elementare, volume 2

denti da latte

primo stipendio.
un pò emozionata rivado in banca a incassare l'assegno.
sono le 8.20 del mattino: citofono, nessuno risponde. forse è ancora troppo presto. mi guardo intorno e punto il primo bar. prendo un cappuccino e una bomba con la crema che ha un leggero retrogusto di ammoniaca. sono le 8.35 ricitofono e la porta scorrevole inizia a aprirsi. ho la nausea che ha al leggero retrogusto di ammoniaca ma sono ancora chiaramente emozionata. una voce robotica mi dice di posizionare il dito indice sul pulsante rosso, questione di sicurezza. l'impronta digitale del mio dito indice viene registrata a buon fine e si apre anche la seconda porta scorrevole. quasi mi batte il cuore. arrivo davanti agli sportelli, c'è un signore davanti a me, ha una mano nei capelli, penso non sia un buon segno e in quel momento una donna con la voce da uomo urla che il server non va e che dobbiamo attendere un attimo.
poi si rivolge al collega in giacca e cravatta senza preoccuparsi d'essere ascoltata
Ma che cazzo succede? hai chiamato Milano?

Che t'hanno detto?
Non hanno risposto
mi guardo intorno, guardo il soffitto, guardo il signore con entrambe le mani nei capelli e mi siedo sulla prima sedia che incontro.
ore 9.20 il signore davanti a me viene chiamato allo sportello.
nel frattempo sono arrivate altre 6 persone tra cui una vecchietta insostenibile che aspira chiaramente a superare la fila e superare me.
ore 9.35 è il mio turno.
mi avvicino lentamente allo sportello della donna con la voce da uomo. ha un orologio al polso grosso quanto tutta la mia faccia. le porgo l'assegno
Mi serve una firma
cerco una penna in borsa e nel frattempo me ne lancia una lei, nera.
la prendo, giro l'assegno, esito un attimo ancora, e come fosse un compito in classe di prima elementare, in stampatello, scrivo il mio nome.

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